Endoprotesi - Descrizione e trattamento

Ha dolori all’anca oppure al ginocchio? Sono così fastidiosi che non Lei lasciano dormire e non prendono le solite medicine? Se queste sono le conseguenze di malattie articolari, il medico probabilmente suggerirà di sostituire l’articolazione con una artificiale (endoprotesi). Con un’assistenza riabilitativa di qualità prima e dopo l’intervento chirurgico, è possibile ottenere un ritorno più rapido alle normali attività della vita quotidiana.

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Endoprotesi - descrizione e cura
Immagine : Endoprotesi

Descrizione dell’endoprotesi e cause del suo impianto

Per endoprotesi si intende una condizione in cui è stata impiantata un’articolazione artificiale oppure altra sostituzione di tessuti danneggiati. Più spesso si tratta di materiali metallici e plastici (riparazioni articolari, placche, viti, stent e altro).

Tutti i materiali metallici utilizzati sono realizzati con leghe metalliche speciali e materiali non magnetici ed il loro impianto nei tessuti e la fissazione previene movimenti o spostamenti indesiderati.

L’endoprotesi totale è indicata se il trattamento precedente conservativo fallisce o quando non è possibile utilizzare un trattamento conservativo – lesioni e simili.

Questa è una condizione in cui la funzione articolare è significativamente compromessa o l’articolazione è fonte di dolore molto intenso.

I motivi più comuni per l’operazione sono:

  • osteoartrite,
  • tumori ossei,
  • fratture,
  • reimpianto,
  • ed altro ancora.

Cura di impianto di endoprotesi – liberarsi dei problemi

Entro pochi giorni dall’operazione, a seconda della raccomandazione del medico curante, si consiglia di caricare gradualmente l’articolazione. Con l’aiuto delle stampelle si possono realizzare i primi passi.

Dopo la dimissione dall’ospedale, il paziente viene gradualmente trasferito alle cure riabilitative. Il suo obiettivo è raggiungere il pieno carico articolare e consentire un ritorno alle normali attività della vita.

Si consiglia anche un successivo trattamento termale.

  • Reimpianto – il termine significa reimpianto, ripetuto, all’indietro impiantazione.
  • Endoprotesi – una protesi, quale è inserita nel corpo umano (ad esempio, endoprotesi totale dell’anca – TEP).

La magnetoterapia pulsata a bassa frequenza ha un ruolo importante nella cura riabilitativa dopo impianto di endoprotesi, perché utilizza gli effetti antidolorifici, antigonfiore e curativi con il supporto di effetti antinfiammatori a beneficio del paziente.

Migliora la microcircolazione del sangue ossigenato nei tessuti esposti con effetto vasodilatatore su capillari e precapillari, sopprime le manifestazioni infiammatorie ed il dolore. Tutto ciò porta ad una guarigione accelerata dei tessuti danneggiati e porta un sollievo generale.

Il vantaggio delle applicazioni di magnetoterapia a bassa frequenza Biomag già nel periodo preoperatorio è il supporto del microcircolo e quindi l’apporto di nutrienti ai tessuti. Ciò aumenta la capacità dei tessuti operati di guarire meglio e più velocemente e riduce il rischio di complicanze. Le successive applicazioni postoperatorie accelerano il processo di guarigione e il recupero generale.

Alla domanda frequente se le applicazioni di magnetoterapia Biomag siano disturbate da una protesi in metallo può essere risolta semplicemente – non importa. La magnetoterapia pulsata a bassa frequenza non porta ad un riscaldamento indesiderato dell’impianto, non porta a movimenti e spostamenti dell’endoprotesi o di altre protesi metalliche e materiali usati (viti, placche, stent… ed altri). Si manifesteranno solo gli effetti curativi-rigenerativi ed analgesici sopra menzionati della magnetoterapia.

Il vantaggio è la possibilità di applicazioni domiciliari individuali che consentono al paziente di continuare a casa il trattamento riabilitativo intensivo al di fuori della struttura sanitaria.

Anche la possibilità di una prevenzione secondaria è vantaggiosa: con l’aiuto del supporto del microcircolo, si creano le premesse di condizioni migliori per mantenere una buona trofica tissutale (stato metabolico) attorno all’endoprotesi. Ciò può creare condizioni migliori per ridurre il rischio di rimborso e la necessità di un nuovo intervento.